Questo detto quante volte lo abbiamo sentito? Era un monito che ci ricordava sempre che l’errore non è un momento in cui si fallisce, ma un’opportunità per imparare una lezione.
Cosa ne pensate? Come vi comportate dinanzi a un errore? Quando vi trovate nel ruolo di educatore, ma non solo. Quando siete con i più piccoli, ma anche con i vostri coetanei. Quando siete con persone anziane?
Avete sempre la pazienza necessaria per sopportare e supportare un errore? Pensate che il tempo a disposizione sia abbastanza per poter attendere?
L’apprendimento per tentativi ed errori è una certezza che la scienza riconosce grazie al lavoro dello psicologo comportamentista Skinner. In particolare, egli fece degli esperimenti dai quali ricavò il “condizionamento operante”.
Il condizionamento operante consiste nel fatto che quando un soggetto opera, esegue un’azione con un obiettivo ben preciso, riceve un “rinforzo” o “feedback”, ovvero un segnale di ritorno. Questo feedback può essere intrinseco nel momento in cui il soggetto percepisce il risultato positivo o negativo della propria azione, che può dipendere dal raggiungimento o meno dell’obiettivo prefissato. Nel caso in cui il feedback provenga da un altro soggetto (es. l’insegnante che dice: “hai sbagliato non devi fare così, ma così!”) lo possiamo definire estrinseco.
In particolare il feedback può essere positivo, rimarcando e rinforzando un comportamento corretto:
- Intrinseco: “ho raggiunto il mio obiettivo, questo comportamento è corretto in questo tipo di situazione”.
- Estrinseco: “bravo! Hai trovato la giusta soluzione per raggiungere questo obiettivo!”.
Un feedback negativo riguarda l’errore o gli errori commessi nella strada per il raggiungimento di un obiettivo:
- Intrinseco: “Non ho raggiunto il mio obiettivo in questo modo, la prossima volta devo provare qualcosa di differente”.
- Estrinseco: “Hai sbagliato a fare in questo modo. Non devi fare così se vuoi raggiungere questo obiettivo”.
Secondo Skinner un’azione rinforzata positivamente tende a ripetersi, mentre una rinforzata negativamente tenderà ad estinguersi.
Ciò che la scienza ci dice è che non sempre è necessario intervenire per assicurarsi che i bambini o che chiunque abbia appreso, bensì che l’esperienza d’apprendimento riguarda proprio l’interazione dell’individuo con sé stesso e l’ambiente circostante e che tutto ciò avviene simultaneamente e che il più delle volte questo non viene percepito da chi educa.
Quale tipo di feedback migliora l’apprendimento? Dovremmo preferire un feedback intrinseco o estrinseco?
Se vogliamo che l’apprendimento non sia scoraggiante, ovvero non demotivi rispetto alla volontà di mettersi in gioco, pur rischiando di sbagliare, dovremmo evitare feedback negativi estrinseci.
Se desideriamo che l’apprendimento incoraggi la creatività e l’emergere di talenti particolari, dovremmo limitare anche l’intervento di feedback positivi estrinseci.
Perché diciamo questo? Perché la scienza ci dice che ricevere un rinforzo negativo dall’esterno, magari più di uno può sfavorire lo sviluppo dell’autoefficacia (sapere di essere bravo in qualcosa) necessaria per prendere iniziativa. Ricevere dall’esterno un rinforzo positivo, seppur aumenti il sento di autoefficacia, potrebbe limitare la possibilità di scoprire soluzioni diverse da quella rinforzata?
Ma allora basterebbe rimanere in silenzio? Ma allora per educare non bisogna fare nulla?
Predisporre un ambiente in grado di stimolare ed educare all’apprendimento; un ambiente in cui è possibile sbagliare ed apprendere senza essere giudicati, semmai incoraggiati a riprovarci; un ambiente sereno in cui poter liberamente sperimentare modi diversi di fare ed essere qualsiasi cosa; potrebbe essere qualcosa su cui lavorare? Quando vi trovate più volte nello stesso posto, fate sempre le stesse cose? In questo caso forse l’ambiente non sarà stimolante. Ma se un bambino si trova sempre nello stesso posto e possiede con sé più soluzioni che derivano non solo da quanto l’ambiente possa dargli, ma anche da quanto lui possa ricambiare grazie alla sua creatività ed alla sua personalità, farebbe sempre le stesse cose?
Maria Montessori diceva:
“Mai aiutare un bambino mentre sta svolgendo un compito nel quale sente di poter avere successo.”
Cosa ne pensate?


Lascia un commento