Da tempo si riconosce allo sport un ruolo cruciale per lo sviluppo, soprattutto a livello educativo. La domanda che dovremmo porci è: perché?
Si ritiene spesso che fare sport di squadra educhi al rispetto dei compagni, degli avversari e degli ambienti condivisi. Ma è sempre così? Lo sport non può essere diseducativo? Altre volte si ha l’idea che le arti marziali educhino ad una maggiore disciplina. Ma un lottatore può essere indisciplinato?
Mentre vi prendete qualche secondo per ricollegarvi ai vari Cantona, Mike Tyson, ecc. vi riporto, come sempre, una citazione:
“Si educa molto con quello che si dice, ancor più con quel che si fa, molto più con quel che si è.”
Sant’Ignazio di Antiochia
Ebbene, ricordate la differenza tra “Daniel La Russo” e gli avversari della “Cobra Kai” nel film “Karate kid”!?
Sarebbe più corretto ritenere che lo sport sia solo un mezzo in grado di favorire, attraverso giochi, sfide e confronti, non solo lo sviluppo fisico, atletico e cognitivo, ma soprattutto uno sviluppo emotivo e caratteriale. Allora diviene fondamentale che l’ambiente in cui lo sport viene praticato e vissuto, nonché le persone coinvolte siano educativi. Aggiungerei: positivamente educativi. Affinché si verifichi questo, dovreste assicurarvi che i nostri giovani vivano contesti in grado di far vivere, elaborare e superare le sconfitte, durante il percorso che porta alla vittoria.
Siete d’accordo!??


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