A cosa serve la creatività? A chi serve possedere capacità creative? Musicisti, scrittori, artisti in genere, solo questo. Diremmo allora che questa possa servire semplicemente a portare avanti hobby poco redditizi, salvo geniali eccezioni. Pensare alla classica idea di vita, di lavoro, di istruzione, in cui non si fa altro che svolgere dei ruoli e dei compiti prestabiliti, senza che, in alcun modo, il nostro pensiero e la nostra creatività possano essere d’aiuto. Sarebbe giusto così?
Quante volte, nella vostra vita, le cose non sono andate nel modo previsto? Quante volte avete dovuto improvvisare e trovare soluzioni? Quante volte avete saputo sfruttare la vostra creatività per adattarvi alla vita, e quante volte no?
Per quanto si voglia organizzare una vita ordinaria, questa rimane straordinaria e dobbiamo farlo anche noi. La creatività svolge un ruolo chiave nelle nostre vite, ancor di più nell’epoca moderna: fatta di globalizzazione e rapido sviluppo tecnologico. Ciò che dicono gli studi è davvero sensazionale ed incredibilmente contrario al nostro fare comune. Già nel 1959, lo psicologo americano Carl Ransom Rogers dimostrava la correlazione tra sviluppo della creatività e contesto partecipativo. In altre parole Rogers non attribuiva alla sola genetica, natura, ecc. il merito di consentire lo sviluppo della creatività umana. Egli si riferiva all’ambiente. Quando si parla di ambiente si pensa spesso alla natura, mentre in questo caso il concetto è ben più ampio. Esso riguarda il contesto in cui ci si trova in tutte le sue componenti: dal luogo fisico al contesto emotivo, sociale, ecc.
Come fa l’ambiente a formare l’uomo? Come fa il contesto ad indurne lo sviluppo creativo?
Immaginate di mettervi di fronte ad un oggetto mai visto e che nessuno vi dica quale uso potete farne. Immaginate di fare qualcosa che non sia mai stata fatta da nessuno. Credete che sia successo perchè siete dei geni? Credete che sia successo perchè la vostra soggettività vi ha permesso di ricavare qualcosa di nuovo? Credete che sia successo perchè, non avendo già delle istruzioni, siete stati liberi di crearne di nuove?
Può risultare difficile creare una nuova strada, sapendo che già ne esiste una che tutti ci hanno descritto come quella corretta. Per l’adulto è così, figuriamoci per un bambino.
Lo scrittore statunitense Joseph Chilton Pearce disse:
“Per vivere una vita creativa, dobbiamo perdere la nostra paura di essere in errore.”
Vestirsi, parlare, persino mangiare o pensare. Quand’è che i nostri alunni, figli, amici, genitori, tutti quanti, possono sentirsi liberi di fare diversamente senza sentirsi in errore?


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